INCENSO: storia, curiosità ed applicazioni del suo olio essenziale.

BOSWELLIA CARTERII, FAM. BURSERACEE.

Sinonimi: Olibano.

Alberello alto fino a sei metri, molto ramificato, con foglie pennate e fiori bianchi o rosati.

Tramite incisioni sul tronco si ottiene una gommoresina oleosa che solidificandosi all’aria produce lacrime globulari, piriformi o stalattitiche, grandi quanto un pisello, di color grigio, ambrato o bianco a seconda delle qualità.

Cresce spontaneamente in tutta le regione dell’Africa nord-orientale e sulle coste meridionali della penisola arabica.

La varietà Carterii viene prodotta in Somalia, Etiopia, nella regione del Mar Rosso, Cina e Arabia meridionale, mentre la Boswellia serrata, che produce un incenso di minore qualità, proviene dall’India.

Il suo nome deriva dal latino “incendere”, ossia bruciare, risplendere, fiammeggiare.

Fu il Faraone donna Hatshepsut ad introdurlo nel regno egizio, quasi 3.500 anni fa, ad importarlo dall’attuale Somalia, per un uso cosmatico, medicinale e religioso.

Durante lo stesso periodo se ne faceva lo stesso uso anche in India.

Per il suo retaggio pagano, i primi cristiani si rifiutarono di usarlo fino al VI° sec., quando finalmente fu unito, per così dire, alla celebrazione religiosa.

Dalla gommoresina si ottiene l’olio essenziale tramite distillazione in corrente di vapore, e la sua resa è approssimativamente del 3-10% ogni 60-70% di resina impiegata, a seconda della qualità utilizzata.

Anticamente venivano chiamate incenso anche altre resine balsamiche bruciate durante le cerimonie religiose, come il benzoino, il Balsamo di Giudea ed altre.

L’olio essenziale ha colore giallo-verdognolo, con energia moderatamente Yang, è legato al Pianeta Sole ed ha base fresca e terpenica, con un sottotono dolce e balsamico; tra i suoi principali componenti troviamo pinene, fellandrene, mircene, verbenolo, borneolo, acetato di bornile, copaene.

L’uso del suo olio essenziale, applicandone qualche goccia in un fazzoletto di cotone per poi inalarlo, ha effetto rilassante e distensivo: è quindi usato su stress ed ansie di varia natura, ed in tutti i casi dove si vada a ricercare una purificazione energetica su vari livelli.

Alcuni lo usano, previo test per evitare reazioni di qualsiasi genere, per frizionare il petto, diluito in base di olio vegetale, per varie affezioni respiratorie.

Usato in diffusori ambientali ha effetto antimicrobico, con alcune controindicazioni come quella, per esempio, che ne impedisce il suo uso negli asmatici.

In molte tradizioni l’olio essenziale di incenso è applicato, tramite compresse calde, sulla zona addominale per le sue proprietà antisettiche e astringenti, come in caso di infezioni dell’apparato urogenitale.

Inoltre, secondo alcuni, può essere usato per contrastare i segni dell’invecchiamento come macchie o rughe se applicato, sempre diluito, a livello topico.

Una curiosità: se usato come fragranza personale aiuterebbe il fisico a mantenersi giovane, creando un alone di spiritualità e grandezza, ma sarebbe sconsigliato alla donne che cercano un compagno: pare infatti che il suo aroma, per le caratteristiche legate alla concentrazione ed alla preghiera, faccia diminuire il desiderio sessuale.

Tutte queste informazioni sono da considerarsi al solo scopo educativo e non si vogliono sostituire al trattamento medico.